Domenica da incubo per l'Hellas Verona 1903. Il 2-2
casalingo contro il Montegrotto nella sfida valevole per il primo turno di
ritorno della Coppa Veneto Femminile 2014/2015 brucia quanto una sconfitta. E lo si capisce dalle facce delle
giocatrici veronesi all'uscita dal campo. Volti scuri e poca voglia di parlare.
Ma è giusto così. Favorite dai pronostici, le ragazze dell'Hellas rimediano una
bruttissima prestazione che riporta tutta la squadra sulla Terra dopo l'entusiasmante
vittoria contro l'A-Team, e risuona come un monito a cui occorre prestare
attenzione: volontà , intensità , umiltà e passione non possono mai mancare a una
squadra che si è posta la vittoria come unico obiettivo. La delusione emerge
con forza anche dalle esternazioni del Mister gialloblu Stefano Ragno:
"non sono contento, non siamo letteralmente mai entrate in campo,
l'approccio iniziale è stato bruttissimo, abbiamo sottovalutato l'avversario,
pensavamo di fare una passeggiata e invece sono state le nostre avversarie a
passeggiarci sopra. Il primo tempo è tutto da dimenticare, non salvo nulla.
Nella seconda frazione di gioco abbiamo mostrato qualcosa di meglio, ma per
vincere le partite occorre aggiustare la mira sotto porta. Il pressing ci ha
dato pericolosità in fase offensiva, ma solo finché lo abbiamo attuato con
concentrazione. Purtroppo capisco quanto sia stato difficile riuscire a tenerlo
per un tempo intero. Ho tentato il tutto per tutto perché volevo vincere la
partita a qualsiasi costo. La triangolazione su fallo laterale dalla quale è
nato il secondo gol del Montegrotto, per quanto bella, è da attribuire più che altro
a una grossa dormita generale. Fortunatamente abbiamo trovato questo gol
incredibile all'ultimo minuto che ci ha evitato un risultato più grave. Il
rammarico è ancora più marcato se considero che in settimana la squadra si è
allenata bene. Per quanto riguarda il cammino nel girone nulla è compromesso,
anzi, siamo a sette punti, nella prossima gara abbiamo a disposizione due
risultati utili su tre per passare il turno come prime in classifica. Ma per
portare a casa i tre punti occorrerà ben altra prestazione rispetto a quella
offerta oggi."
L'avvio di gara è traumatico proprio come descritto. Le veronesi
entrano in campo senza concentrazione, sottovalutando un avversario accorto,
abile a chiudersi e a ripartire in contropiede. Il primo gol del Montegrotto
nasce proprio da una disattenzione e dal conseguente ribaltamento di fronte da
parte delle padovane: palla persa dalle gialloblu nell'area avversaria, sugli
sviluppi di un calcio d'angolo in favore, contropiede e segnatura che demolisce
in un istante tutte le certezze del pronostico. A questo punto subentrano la
paura e la confusione. L'Hellas cerca inutilmente di trovare spazi con un giro
palla appena accennato, ma è la squadra ospite ad avere le occasioni migliori.
Si va al riposo con il risultato di 1-0 per il Montegrotto.
La ripresa si riapre con le gialloblu in pressing a tutto
campo alla ricerca del pareggio, che arriva dopo soli 2': Giulia Cicheri
recupera un pallone preziosissimo in prossimità del calcio d'angolo, serve in
mezzo all'area un preciso assist per il capitano gialloblu Matilde Cottini, che
non si fa pregare e indovina l'angolo basso con un preciso tiro di punta. La
partita si anima. Al 18' l'occasione della vita: un gran filtrante di
Elisabetta Venturi lancia Miriam D'Alessandro verso la porta, la numero 7
dell'Hellas si libera benissimo di un'avversaria e calcia a botta sicura. Il
pallone si infrange sul palo, ma l'azione non è conclusa, la sfera giunge sui
piedi di Emanuela Migliore che sulla ribattuta a porta sguarnita colpisce un
altro palo.
Gol sbagliato, gol subìto. L'anatema si concretizza al 29',
quando la partita sembra concludersi con il forcing delle veronesi. Dagli
sviluppi di un fallo laterale, una splendida triangolazione libera al tiro una
giocatrice del Montegrotto a tu per tu con il portiere di casa Elena Donatelli.
È il vantaggio padovano.
Bastano però pochi secondi a Linda Morandini per soffocare
l'esultanza della tifoseria ospite con un gol da cineteca: dalla destra
l'attaccante veronese scaglia un tiro rabbioso che va a infilarsi sotto l'incrocio
dei pali. Non c'è più tempo per tentare l'incredibile rimonta, l'arbitro fischia
il termine della gara e manda le squadre negli spogliatoi sul definitivo 2-2.
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