Dopo il capitano Matilde Cottini, intervistata la settimana scorsa, รจ la volta di conoscere un altro pilastro della rosa dell'Hellas Verona 1903 2014/15, ovvero la nostra numero 7 Miriam D'Alessandro. Parlando con lei ci si accorge subito che รจ una giocatrice di grandissima esperienza, abituata a confrontarsi con realtร importanti. ร una viaggiatrice, un personaggio "graffiante", come dice lei stessa, ma soprattutto interessante e indipendente. Iniziamo l'intervista un po' imbarazzati ma dopo pochissimo ci prendiamo gusto, del resto, tra numeri 7 ci si capisce.
1) Raccontami la tua storia calcistica:
Sono originaria di Bologna, ho iniziato a giocare lร quando avevo cinque anni, seguendo le orme di mio fratello (abbiamo sei mesi di differenza). Sono rimasta con i maschi fino al raggiungimento del limite di etร consentito, che all'epoca era di 12 anni, e poi mi sono trasferita in una formazione femminile, il San Giovanni Persiceto. A tredici anni compiuti sono stata aggregata alla prima squadra e di lรฌ a poco ho esordito in serie B. Qualche anno piรน tardi sono stata acquistata dal Bologna, in serie A. Lรฌ sono rimasta sino a diciannove anni, quando cioรจ la societร รจ fallita. Durante l'ultima stagione avevo attirato le attenzioni del Foroni che mi fece la proposta di trasfermi a Verona e io accettai. Un anno e poi il prestito al Bardolino, dove ho vinto due scudetti. Dopo il fallimento del Foroni mi sono spostata al Mantova e poi al Porto Mantovano, formazione in cui ho vinto il campionato di A2. Dopodichรฉ un altro trasferimento, questa volta in Sardegna, all'Olbia, dove mi sono fermata soltanto un anno a causa di un brutto infortunio al crociato. La societร avrebbe voluto che restassi ma io avevo bisogno di tempo e tranquillitร per guarire completamente. Cosรฌ sono tornata a Verona: prima al Fruttapiรน in serie B, poi al Valpo Pedemonte e infine al Mozzecane, dove ho vinto nuovamente il campionato di A2. Era arrivato il momento di tornare in Sardegna, e cosรฌ lo scorso anno sono passata al Villacidro. Dopo una stagione che io ricordo come la piรน bella della mia carriera, รจ iniziata con l'Hellas Verona 1903 le mia avventura nel calcio a 5.
2) Come mai il passaggio al calcio a 5?
Dopo l'ultima stagione in Sardegna ho vissuto un momento di dubbio in cui ho riflettuto sulla possibilitร di rimanere al Villacidro o scegliere una soluzione diversa, piรน comoda e agevole. Iniziavo anche a sentire il bisogno di riavvicinarmi a casa, soprattutto per esigenze lavorative. La scorsa estate ho conosciuto le ragazze giocando qualche partitella a calcetto. Mi sono subito trovata bene. Matilde mi ha conquistata con la sua voglia di fare e mi ha convinta a fare il salto nel calcio a 5. Dico la veritร , non avevo mai visto una partita di calcetto in vita mia. Per me si trattava di entrare in un mondo totalmente nuovo e sconosciuto. In me era maturata l'intenzione di orientarmi verso qualcosa di piรน "tranquillo". Uso questa parola anche se sono certamente una persona che quando inizia una cosa non riesce mai a farla "tranquilla", qualunque sia la categoria, dalla A alla D, soprattutto quando ci si investe tempo e sacrificio. Io non ero ancora pronta a ridurre il mio impegno calcistico alla classica partitella settimanale con le amiche, allo stesso tempo perรฒ non ero piรน intenzionata a sostenere l'onere che sarebbe potuto derivare dalla partecipazione alle categorie piรน alte del calcio femminile, specialmente in termini di lunghezza degli spostamenti. Ho finito per scegliere una soluzione intermedia. Ho aderito al progetto Hellas con l'obiettivo di fare comunque una cosa seria e di vincere qualcosa con questo gruppo.
3) Che differenze hai trovato tra il calcio e il calcio a 5? Cosa del calcetto ti mette piรน in difficoltร in queste prime fasi di ambientamento?
Ora che ho vissuto sia il calcio che il calcio a 5 sulla mia pelle ho capito quanta differenza passi tra queste due realtร : il calcetto รจ soprattutto tecnica; nel calcio, invece, anche una giocatrice non eccessivamente tecnica riesce comunque a cavarsela grazie alla corsa e alla resistenza. Nel mio cuore il calcio occupa ancora un posto di primo piano, ciรฒ non di meno mi sto sempre piรน calando nel mondo del calcio a 5. Quello che piรน mi mette in difficoltร attualmente รจ la necessitร di dover limitare il contatto fisico con l'avversario. Questa รจ una cosa che mi blocca. Mi mancano i contrasti e le piccole furbizie del calcio.
4) In che ruolo giocavi nella tua precedente vita da calciatrice?
Io nasco come centrocampista di fascia, un vero numero 7. In realtร poi, durante la mia carriera, mi sono trovata spesso a essere impiegata come jolly. Dove mi si mette sto, in poche parole. Per sostituire una mia compagna infortunata sono addirittura finita a fare il portiere per sei mesi al Porto Mantovano in serie A. Mi piace molto quel ruolo.
5) Ho visto che il Mister ti impiega indifferentemente sia da laterale che da centrale difensivo, quale ruolo preferisci?
Mi trovo molto meglio sul lato, da centrale mi sento un po' soffocata. In realtร ho scoperto che a calcetto non ci sono ruoli stabili, si gira molto e questo mi garantisce in ogni caso massima libertร di corsa. Io piรน corro e piรน sto bene.
6) Come ci sei finita in Sardegna? Cosa ti ha lasciato quella esperienza? Che differenze hai trovato tra la gente del posto e quella di Verona?
Senza voler togliere nulla alle tante esperienze calcistiche che ho vissuto, quella al Villacidro mi รจ rimasta nel cuore piรน di tutte le altre. Lร ho trascorso l'annata piรน bella e gratificante della mia carriera, tutto รจ stato perfetto. Mi sono innamorata della Sardegna, io che sono amante del sole mi trasferirei lร per sempre. Il gruppo era fantastico, come la gente del resto. Il popolo sardo รจ un popolo caldo, o ti ama o ti odia, non ammette mezze misure, se gli entri nel cuore รจ per sempre. Andare alla partita era come staccare la spina da tutti i pensieri della settimana. Le ragazze mi hanno accolta benissimo, come se fossi stata lร con loro ogni giorno. Mi รจ dispiaciuto moltissimo non aver potuto vivere realmente il gruppo nel quotidiano. Il mister mi procurava il programma di allenamento che io svolgevo durante la settimana a casa, poi nel weekend raggiungevo le ragazze per la partita. Ci sono finita grazie a una ragazza che aveva giocato con me a Olbia. Il Villacidro voleva fare un piccolo salto di qualitร e stava cercando giocatrici da fuori. Lei ha fatto il mio nome alla societร e da lรฌ รจ nato il contatto.
7) Parliamo da una passione che ci accomuna, ovvero il numero 7. Per me significa tutto, per te cosa significa?
Il 7 รจ un numero che รจ intimamente legato alla mia persona, mi rappresenta. ร un numero che nella mia vita ricorre continuamente, sono nata pure il giorno 7 di dicembre. Al di lร di questo comunque mi si รจ cucito addosso dalla prima volta che ho indossato una maglia di calcio. ร il numero dei grandi campioni che giocano sulla fascia. Qualsiasi cosa ma non toccatemi il 7, farei di tutto per averlo. L'unica eccezione l'ho fatta al Bardolino, dove il 7 era giร occupato da una certa Moira Placchi, una delle piรน grandi giocatrici di quegli anni. Per aggirare il problema ho preso il 25 (2+5).
8) Dove puรฒ arrivare la tua squadra in questa stagione? Il mister non si nasconde, vuole puntare a vincere, tu cosa ne pensi? La squadra รจ attrezzata per riuscirci?
Come ti dicevo prima io sono una persona che punta solo a una cosa: vincere. Io odio perdere. ร piรน forte di me. Se la squadra lavora bene si puรฒ puntare a vincere qualcosa con questo gruppo. Se non lo pensassi non sarei di certo qui.
9) Cos'รจ successo domenica?
La mia faccia diceva tutto domenica. Siamo state fortunate a non perdere, a recuperare una partita in cui abbiamo sottovalutato le avversarie, forti del risultato agevole dell'andata. Un errore che non si dovrebbe mai commettere, specialmente con le squadre piรน piccole. Nel calcio la testa รจ essenziale. Io per prima sono entrata in campo con la testa altrove. Quando siamo andate sotto a darci la sveglia รจ stata la consapevolezza del fatto che loro non avevano nulla da perdere. Nel secondo tempo comunque si รจ visto un cambio di atteggiamento. Siamo state messe in difficoltร dalla frenesia di voler segnare immediatamente e dall'esserci adeguate al loro modo di giocare, senza imporre noi il ritmo e i tempi di gioco corretti. ร piรน difficile giocare con le cosiddette "piccole" piuttosto che con le grandi squadre. Con queste ultime la preparazione mentale giusta arriva automaticamente perchรฉ la concentrazione รจ a mille.
10) Che giocatrice sei? In cosa vorresti migliorare?
Sono una che non molla mai, se stiamo perdendo 1-6 io voglio segnare il 2-6. Mi pongo sempre un obiettivo e do tutto per raggiungerlo. Non mollo fino a che l'arbitro non fischia la fine. La grinta e la corsa sono i miei punti di forza. Dovrei migliorare di certo la mia impulsivitร caratteriale, una pecca che non riguarda solo il mio essere calciatrice ma anche la sfera della quotidianitร .
11) Che lavoro fai nella vita? Quali i tuoi progetti fuori dal campo?
Lavoro in una fabbrica di pelletteria a Mantova. Avrei voluto studiare scienze motorie o fisioterapia ma non c'รจ stata la possibilitร . Come obiettivo per il futuro mi pongo la stabilitร . Nonostante abbia un lavoro buonissimo che non cambierei con nessun altro, per adesso non vedo Mantova come la tappa conclusiva del mio viaggiare, il luogo in cui stabilirmi. Non mi sento ancora ferma. Fa parte del mio carattere essere in continuo movimento, e ciรฒ emerge anche dalle numerose esperienze calcistiche che ho maturato. A diciotto anni ero giร fuori di casa. Sono sempre stata una persona indipendente, mi sono sempre arrangiata in tutto. Amo conoscere gente nuova, giovane, socializzare, conoscere diverse culture. Sono una viaggiatrice nata.
12) Se potessi partire domani per un viaggio che destinazione sceglieresti?
Il mio sogno piรน grande รจ l'Australia. ร un continente ancora per certi versi selvaggio, tutto da scoprire. "Pulito".
13) Come a Matilde voglio chiedere anche a te del tuo cartone animato preferito della tua infanzia
Sicuramente "Ken il guerriero", con il protagonista che combatte in un mondo post-catastrofe nucleare per il destino di coloro che sono sopravvissuti. Poi direi "Holly e Benji". Mark Lenders il mio personaggio preferito, perchรฉ pur non possedendo una grandissima tecnica sapeva sopperire con la sua forza e la sua grinta. E poi abbronzato cosรฌ era pure bono! Un vero uomo, non come Tom Becker.....Come cartone animato Disney direi invece "La bella e la bestia", mi piaceva l'idea dell'amore in grado di andare oltre l'apparenza esteriore, รจ quello che una persona ha dentro di sรฉ a fare la differenza.
14) Sei scaramantica? C'รจ qualche rito che non manchi mai di fare prima della partita, o qualche oggetto che hai sempre con te?
Non sono una eccessivamente scaramantica, perรฒ quando gioco in partite ufficiali uso sempre lo stesso completino intimo rosso. Nelle partite non ufficiali invece metto il perizoma con il numero 7 cucito sopra. Lo trovo comodissimo.
15) Giocatore/giocatrice di calcio preferito/a?
Io sono interista. I miei idoli calcistici maschili sono Walter Zenga, un grande leader, e "spillo" Altobelli. Nell'ambito del calcio femminile certamente una grandissima numero 7 come Moira Placchi, non la classica giocatrice "che ti fa i numeri" ma un vero e proprio treno sulla fascia, e la piรน forte che abbia mai visto in vita mia nei colpi di testa. Per me รจ un mito. Una donna fortissima e un'amica, che ha saputo superare mille difficoltร diventando una delle piรน grandi giocatrici italiane. Oltre a lei mi piace ricordare Rita Guarino, gran persona fuori e dentro il rettangolo di gioco, e grande giocatrice, veloce e molto tecnica.
Lascio Miriam con una consolazione: l'aver messo in dubbio la virilitร del mio idolo d'infanzia Tom Becker le costerร l'obbligo assoluto di procurare anche a me un paio di ottime mutande col 7. Mi sembra il minimo.
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